Definition

Sui clienti che distribuiscono attraverso dettaglianti indipendenti, il rilievo che torna più spesso è lo stesso: il ricavo viene riconosciuto alla consegna fisica, non alla vendita finale. La direzione lo chiama "vendita". Il fascicolo lo chiama "vendita". IFRS 15.38 lo chiama qualcos'altro.

Come funziona

Nei clienti che vediamo, il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: un'email del 2019, una stretta di mano in fiera, e da allora si va avanti così. Nessun contratto firmato. Il dettagliante riceve la merce, la espone, e paga solo quello che vende. Il consegnante registra una fattura alla consegna fisica e considera il ricavo realizzato. Le carte di lavoro dell'anno precedente confermano la prassi. Tutti tickano. Nessuno legge IFRS 15.B77.

Cosa succede in pratica: IFRS 15.31 chiede di identificare quando il cliente ottiene il controllo, definito come la capacità di decidere l'uso del bene e di ottenere sostanzialmente tutti i benefici residui. IFRS 15.B77-B78 applica questo test specificamente al consignment e individua tre indicatori che, se presenti, indicano che il controllo non è passato: il consegnante può richiedere indietro il bene o trasferirlo a un altro cliente, il consegnatario non ha l'obbligo incondizionato di pagare, il consegnatario può restituire la merce invenduta. Quando questi indicatori reggono, il ricavo non è rilevabile alla consegna.

La zona grigia esiste, e non va negata. Negli accordi ibridi, ad esempio le collezioni stagionali nel comparto moda o le merci con scadenza ravvicinata, il dettagliante ha diritti di reso limitati o esercitabili solo entro una finestra. La sostanza va letta caso per caso: chi sopporta davvero il rischio di obsolescenza alla fine della stagione? Chi paga lo smaltimento dell'invenduto? Le risposte stanno nella prassi commerciale, non nel contratto.

Il consignment non è una vendita differita. È un trasferimento fisico senza trasferimento del controllo. Il magazzino resta un'attività del consegnante anche se è fisicamente nel locale del dettagliante.

Esempio pratico: Fabbrica Tessile Meridionale S.p.A.

Cliente: produttore tessile italiano, esercizio 2024, ricavi totali €18M, contabilità secondo IFRS.

Passaggio 1: Identificare gli accordi di consegna Fabbrica Tessile Meridionale distribuisce tessuti di marca a dettaglianti indipendenti in Campania e Sicilia. Quando rivediamo i contratti di distribuzione, salta fuori che 12 clienti operano su base di consegna: il dettagliante paga solo dopo aver venduto al consumatore finale. La documentazione è una semplice email di conferma, non un contratto formale. Le carte erano leggere su questa parte: nel fascicolo dell'esercizio precedente non risultava alcuna lista clienti in conto deposito.

Nota di documentazione: registrare il numero di accordi identificati e il periodo di implementazione. Richiedere copia della documentazione, anche informale. Se nulla esiste per iscritto, far sottoscrivere al direttore commerciale una dichiarazione che confermi i termini orali. È il minimo per evitare di scrivere le carte dopo, in fase di chiusura.

Passaggio 2: Verificare il trasferimento del controllo Intervistiamo il capo vendite. Chi sostiene il costo della merce invenduta se il dettagliante non riesce a piazzarla? Risposta: la fabbrica recupera l'invenduto senza addebito. Chi sostiene il rischio di danneggiamento durante la giacenza presso il dettagliante? Risposta: la fabbrica, tramite polizza assicurativa che la fabbrica mantiene attiva. Chi stabilisce il prezzo al consumatore finale? Risposta: il dettagliante, liberamente. Conclusione: gli indicatori di IFRS 15.B77-B78 reggono tutti nella stessa direzione. Il controllo non è passato.

Nota di documentazione: documentare le risposte sul trasferimento dei rischi. Se la fabbrica sopporta i costi della giacenza invenduta, è un indicatore chiave che il ricavo non si rileva alla consegna. Citare nel memo IFRS 15.B77-B78 e OIC 13 sulla classificazione delle rimanenze.

Passaggio 3: Verificare il trattamento contabile (con complicazione) Il diario delle vendite di febbraio 2024 contiene una fattura a un dettagliante per €47.000 di tessuti in deposito, con ricavo riconosciuto in febbraio. Quando chiediamo se siano state riconosciute fatture successive al momento della vendita finale, la risposta è no: una volta consegnata la merce, la transazione si chiude in bilancio. Sbagliato.

A questo punto la direzione introduce una complicazione. Il dettagliante avrebbe ordinato i tessuti specificamente per una sfilata di moda, e secondo il direttore commerciale "in nessun caso quella merce sarebbe potuta tornare indietro". L'argomento, in apparenza, sposta la sostanza: se il reso è praticamente impossibile, non è equivalente a una vendita?

Nella nostra esperienza la risposta è no, e il motivo è preciso. Il test di IFRS 15.B77-B78 non riguarda il vincolo pratico al reso, ma chi sopporta il rischio di obsolescenza e di invenduto. Se i tessuti non si vendono in sfilata, chi assorbe la perdita? Le risposte del Passaggio 2 dicono che è la fabbrica. Il vincolo pratico è irrilevante. La rettifica corretta sposta il ricavo da febbraio ad aprile 2024, mese in cui il dettagliante ha effettivamente venduto a terzi (comunicato tramite email successiva).

Nota di documentazione: registrare l'importo della rettifica (€47.000), la causale (ricavo di consegna riconosciuto in modo errato ai sensi di IFRS 15.B77-B78), la data della rettifica (aprile 2024) e l'argomento difensivo della direzione, con la motivazione tecnica del rigetto.

Passaggio 4: Valutare il magazzino Verifichiamo fisicamente le rimanenze presso i tre principali dettaglianti. Su €340.000 di merce consegnata, €128.000 risultano invenduti presso i punti vendita. Queste merci devono restare nel magazzino di Fabbrica Tessile nel bilancio finale, ai sensi dell'art. 2426 C.C. e di OIC 13. Non scompaiono dal bilancio solo perché fisicamente altrove. Se la fabbrica le aveva già eliminate dai propri registri, è un'omissione che richiede aggiustamento.

Nota di documentazione: registrare l'importo della merce invenduta, la sua ubicazione, la valutazione per obsolescenza, e la conferma che resta nel magazzino di bilancio del consegnante.

Conclusione: Fabbrica Tessile ha riconosciuto €47.000 di ricavi in modo errato su merce in conto deposito. La rettifica è stata apportata al momento della vendita finale. Il magazzino in deposito era stato sottostimato di €128.000 perché non incluso nella riconciliazione finale. Il fascicolo di revisione registra il difetto: il controllo interno sulla rilevazione dei ricavi di consegna è insufficiente. Una volta corrette le scritture, i saldi reggono nella sostanza.

Cosa dicono i revisori e gli ispettori

- Rilievo Tier 1: Le indagini delle autorità di vigilanza europee sui settori tessile e moda mostrano che, nella maggior parte dei casi esaminati, il ricavo da consegna viene rilevato al passaggio fisico e non alla vendita finale. È una violazione di IFRS 15.B77-B78. Il regime ispettivo MEF, in vigore dal 2025 ai sensi del D.Lgs. 39/2010, lo segnala come priorità per le PMI italiane.

- Errore pratico comune: Negli ambienti di distribuzione le squadre confondono "consegna" con "vendita". Si rileva il ricavo al passaggio della merce al punto vendita senza valutare se il controllo è effettivamente passato. ISA 505.A14 chiede una valutazione specifica del controllo che il consegnante mantiene, e la conferma esterna presso il consegnatario. Nei fascicoli che rivediamo, questa valutazione manca quasi sempre.

- Confessione utile: per anni anche noi, su clienti minori, abbiamo accettato la classificazione della direzione come dato di partenza. Il principio di IFRS 15.31 dice il contrario: il revisore deve chiedersi se il cliente ha la capacità di dirigere l'uso del bene e di ottenerne sostanzialmente tutti i benefici. Se la risposta è no, il ricavo non è rilevabile, indipendentemente dalla fattura.

- Gap documentale: molti accordi di consegna, soprattutto quelli informali con clienti storici, non vengono nemmeno identificati come tali. Manca la lista clienti in conto deposito, manca la conferma esterna, e il magazzino in deposito resta invisibile alla riconciliazione finale. Il rilievo non è solo contabile. È documentale, e il documento manca quasi sempre.

Consegna vs. Vendita

AspettoConsegna in conto deposito (controllo non trasferito)Vendita (controllo trasferito)
Quando si rileva il ricavoQuando il consegnatario vende a terzi (IFRS 15.B77-B78)Quando passa il controllo al cliente (IFRS 15.31)
Chi sopporta il rischio di perditaConsegnanteCliente
Classificazione di bilancioMagazzino del consegnante (art. 2426 C.C., OIC 13)Magazzino del cliente
Riconciliazione finaleDeve includere il magazzino presso i consegnatariNon richiede verifica presso il cliente
Procedura del revisoreConferma diretta presso il consegnatario (ISA 505.A14)Saldo del conto cliente

Disaccordo professionale

Il dibattito tra Partner non è teorico. Il Partner A sostiene che un contratto di consignment scritto sia la condizione minima per rilevare correttamente il trattamento: senza testo scritto, manca la base documentale per opporsi alla classificazione della direzione e il rischio di rilievo è troppo alto. La sua posizione è coerente con la prassi delle conferme esterne e con il regime ispettivo D.Lgs. 39/2010.

Il Partner B osserva che, in distretti come Prato o Carpi, gli accordi orali sono la prassi consolidata, e che la sostanza va letta dalle pratiche di reso effettive. Se i resi storici degli ultimi tre esercizi mostrano che il consegnante riprende sistematicamente l'invenduto, la sostanza economica regge anche senza un contratto firmato. La posizione è coerente con IFRS 15.B77-B78, che enumera indicatori sostanziali, non requisiti formali.

Entrambe le posizioni sono difendibili. Nella nostra esperienza, la sintesi praticabile è: documentare la prassi di reso storica nel fascicolo di revisione, ottenere una rappresentation letter che confermi i termini orali, e segnalare al collegio sindacale (art. 2403 C.C.) la raccomandazione di formalizzare gli accordi entro l'esercizio successivo. Il revisore legale controlla la rilevazione del ricavo; il collegio sindacale vigila sulla regolarità della gestione, e può aver già segnalato la mancanza di contratti formali in una propria relazione. Il sistema duale italiano funziona meglio quando le due funzioni si parlano.

IFRS 15.B77-B78 protegge il bilancio da ricavi anticipati; il sistema duale italiano (collegio sindacale + revisore legale) protegge dal silenzio della direzione su accordi mai messi per iscritto. Il rilievo non è solo contabile. È documentale, e il documento manca quasi sempre.

Termini correlati

- IFRS 15 Riconoscimento dei ricavi: il quadro che governa il momento in cui una vendita diventa ricavo, e il riferimento per classificare correttamente una consegna. - Magazzino consegnato: la categoria di rimanenze che resta nei registri del consegnante anche se fisicamente presso il dettagliante. - Controllo di magazzino: la procedura di riconciliazione che deve includere il magazzino in deposito per evitare omissioni. - Trasferimento del controllo: il concetto di IFRS 15.31 che determina il momento del passaggio del ricavo. - Conferma esterna di magazzino: la procedura ISA 505 da applicare alle giacenze presso i consegnatari. - Procedura di analisi comparativa su giacenze: il test che identifica anomalie nei livelli di magazzino in conto deposito.

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